Marzo: i 3 Setacci

Marzo: i 3 Setacci

Benvenuto Marzo.
Un giorno venne qualcuno a trovare il grande filosofo e gli disse: – Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?
Un momento – rispose Socrate – Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.
– I tre setacci? – Ma sì – continuò Socrate.
– Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il test dei tre setacci.
Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è vero? – No… ne ho solo sentito parlare.
– Molto bene. Quindi non sai se è la verità.
Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà.
Quello che vuoi dirmi sul mio amico è qualcosa di buono? – Ah no, al contrario.
– Dunque – continuò Socrate – vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere.
Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell’utilità.
E’ utile che io sappia cosa mi avrebbe fatto questo amico? – No, davvero.
– Allora – concluse Socrate – quello che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile; perché volevi dirmelo?
Marzo unisce…unisce l’Inverno con la Primavera.
Unisce il freddo che se ne va, con il tepore del timido sole che arriva.
Unisce la fine di un anno con l’inizio di quello nuovo…
Con Febbraio avevamo solo l’impressione che fosse iniziato. Ma non ancora la certezza.
Era un mese “poco sincero”.
A Marzo tutto riparte. E’ il momento in cui il gelo finisce. Il momento in cui si “scioglie” ogni dubbio.
E’ il momento della “com-unicazione”.
Quale può essere diversamente il senso del dono che ci viene dato se non “unire” ?
Marzo…unisce…com-unicando.
Ricomincia, la mattina, il cinguettio degli uccellini. Le prime gemme fanno capolino.
Tutto sembra ri-connettersi dopo la pausa invernale. Il 21.
Esattamente quando inizia la Primavera.
Una data “casuale” scelta nel corso dei secoli per dirci, forse, che dall’unione del 2 e dell’1 si genera la comunicazione. Ma cosa unisce Marzo davvero? E cosa la Com-Unicazione?
Le nostre due parti più profonde: quella fredda e buia con cui dobbiamo ciclicamente fare i conti e quella calda e piena di luce che ci può regalare la Vita. Il nostro vero essere con la maschera che abbiamo messo il mese precedente…per paura di essere feriti, per il timore di farci vedere per ciò che siamo, per l’incapacità di essere sinceri con noi stessi.
Marzo ci invita a comunicare, davvero. Tra di noi e all’interno di noi. Usando i setacci di Socrate.
Usando la Sincerità, la Verità e l’Utilità della comunicazione.
Solo da tutto ciò può generarsi la Creazione…dopo il silenzio di Febbraio arrivano i venti di Marzo.
E solo comunicando si genera: “All’inizio era il Verbo”. Raccontano gli scritti.
Il Verbo e la comunicazione sono l’inizio. Il Suono è l’inizio, è il “concepimento”.
L’orecchio, il seno, le ovaie, i testicoli : per loro vibra tutto l’Inconcepibile.
Marzo arriva per unire: quello è il suo “Progetto Senso”.
Se non comunico…distruggo, infrango, isolo.
Marzo è il mese delle donne, dell’energia femminile che emerge, rompe il freddo del silenzio e inizia a creare. Ed io? Che cosa sto partorendo?
Cosa ho bisogno di dire? Cosa mi impedisce di esprimere la mia sessualità? Come hanno comunicato con me? Cosa mi impedisce di comunicare? Cosa di essere autonomo? Con cosa mi permetto di divertirmi oggi?
La comunicazione non è solo parole…è come le pronunciamo…è quello che esprimiamo. Alla fine la parola è solo piccola parte di ciò che possiamo esprimere. La comunicazione è tutto.
L’augurio, profondo, in questo mese è di com-unicare. Tolta la maschera dopo gli sfarzi carnascialeschi dire a noi stessi e agli altri chi e cosa siamo veramente…noi.
Lasciando agli altri il tempo di esprimere se stessi. Perché ogni istante perso per gli altri è un istante perso di noi.
Buon Marzo
Matteo e lo Staff di Daleth
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