Il Regno del Corpo

Il Regno del Corpo

Esisteva un Regno, un bellissimo Regno. Il Re era uomo buono e autorevole, amato dal suo popolo, benevolo ma al tempo stesso capace di dare comandi rigidi e imperativi ad ogni singolo abitante. Li conosceva ad uno ad uno, ne conosceva i problemi, i più intimi desideri e le perplessità. Spesso, quotidianamente, parlava, direttamente o attraverso i suoi messaggeri con ciascuno di loro, raccogliendone lamentele e consigli, preoccupazioni e idee.
Capitò che uno dei Regni vicini, un giorno, iniziò ad invadere i confini. Costruendo case, tagliando alberi, facendo ogni sorta di cose si potessero fare. Azioni che di per sé non avevano alcuna valenza di pericolo o di male…se non fosse che erano all’interno del Regno del nostro Re Buono. Avvisato immediatamente il Re Buono ebbe un sussulto, e iniziò a pensare a come reagire. Ci passò su l’intera notte. Intere notti. Provava in sé un impeto, un intenso desiderio di andare a “sistemare le cose”. Il pensiero era fisso: cosa “sarebbe accaduto se” avesse lasciato perdere ? Cosa avrebbero detto tutti se non avesse agito ? E se avesse agito ? Nel frattempo all’interno del Regno si era creato un forte subbuglio: gruppi di sudditi rivoltosi avrebbero voluto un’azione energica, altri meno…il Re immobile nei suoi pensieri stava creando problemi a tutto il Regno.
Dopo qualche tempo accadde una cosa particolare: il Re iniziò a muovere male braccia e gambe e ad avere un grande impaccio in ogni movimento. Convocò subito il medico di Corte. Nulla…niente di niente. Provata ogni pozione, tutte le Medicine allora conosciute, occidentali od orientali…nulla. La Malattia addirittura stava peggiorando. Fu allora che il Re, disperato, promulgò un bando pubblico: a chi l’avesse guarito avrebbe dato tutto ciò che gli fosse stato chiesto.
Si presentarono in molti. Ognuno portando una terapia “miracolosa”. Ognuno promettendo una pronta guarigione. Ma nulla. Tanta fu l’offerta e le promesse che il Re Buono cominciò a minacciare chi ci provava che in caso di insuccesso avrebbe avuta la morte. Fu così che gli ultimi si ritirarono. Dopo qualche giorno però si presentò un vecchietto che chiese di poter vedere il Re. Gli fu accordato.
“Cosa vuoi vecchio ?” “Provare ad aiutarti a guarire”. “Sai che se fallirai morirai”. “Se fallirò, moriremo in due: tu comunque morirai, ormai non ti muovi quasi più e tra un po’ non respirerai più. Io sono vecchio, comunque tra un po’ morirò. Giorno prima, giorno dopo.” Il Re riflettè un attimo. Ormai era allettato: muoveva a fatica mani e braccia, talvolta faticava a respirare e a deglutire. Non aveva nulla da perdere.
“Cosa vuoi in cambio ?”. “Te lo dirò quando sarai guarito. Prima però devi accettare le condizioni che ti imporrò per guarire”. “Spiegati meglio”. “Dobbiamo rimanere io e te da soli in questa stanza. Devi dare l’ordine che nessuno entri qualunque cosa succeda. Anche se sentiranno gridare, sbattere, qualunque cosa accadrà…io e te, tu ed io. Prendere o lasciare”.
La situazione era sfuggita di mano al Re: ora era il vecchio a dettare le regole. Ma cosa poteva fare. “Purchè tu non mi faccia del male o non mi uccida” disse allora il Re. “Prendere o lasciare” tuonò il vecchio. “Non mi sembra tu sia nella condizione di dare ordini o porre condizioni.” Il Re accettò e fece uscire tutti. Diede ordine di non entrare qualunque cosa fosse successo o avessero udito. E la terapia ebbe inizio.
Il vecchietto si recò vicino al letto del Re ed iniziò ad insultarlo come mai nessuno aveva fatto. Le peggiori parolacce. A seguire degli insulti iniziò a sferrargli dei sonori ceffoni, pugni…ogni genere di percosse. Il Re iniziò a sentire una rabbia irrefrenabile dentro di sé, un fuoco possente, un’energia mai avuta prima. Nel frattempo il vecchio era salito sopra il letto e, di fronte alla meraviglia mescolata alla rabbia del Re, si era abbassato i pantaloni e le mutande e stava iniziando a urinargli in faccia…il Re urlò quando più forte possibile. Iniziò a muovere la mani, i piedi. La forza iniziava a pulsare…a raggiungere gomiti e ginocchia, spalle e anche. Ma nel frattempo, il vecchio non aveva perso tempo e, dopo essersi girato di schiena e chinato sul cuscino, iniziò a defecare sulla faccia del Re.
Questi, insultato, ammaccato, lacerato, graffiato, madido di urina e feci ebbe un sussulto e si alzò scaraventando il vecchio giù dal letto. Incredulo si accorse di aver mosso ogni parte del suo corpo, ogni dito, ogni muscolo, ogni parte di sé aveva ripreso a funzionare correttamente. Nel frattempo il vecchio si stava rialzando da terra sorridendo e rivestendosi, si tolse la barba e la parrucca.
Il Re, se da un lato gioiva di stupore, dall’altro iniziò a tremare perché riconobbe proprio il volto del Re del regno vicino…lo stesso da cui aveva avuto la percezione di essere stato invaso. “Dobbiamo regolare i conti” gli disse. “Cosa vuoi ?”. “Semplice: tu e il tuo Regno”. “Questo non è possibile !” disse il Re Buono. “Mi spiace, dovevi dirlo prima. Tu sarai mio servo ed il tuo Regno diverrà mio sino al giorno in cui morirò”. Fu così che il Re Buono divenne un servo ed il suo Regno divenne di un altro.
Quel Re è ciascuno di noi…il nostro cervello biologico, il nostro Se. C’è una parte di noi che controlla tutto il resto. E’ parte della parte, non è separata dal resto. E’ noi. Muove ogni nostro atto, pensiero, sentimento, bisogno, emozione. I sudditi sono ogni piccola cellula del nostro corpo. La cosa straordinaria è che quando il Re è in perfetto contatto, in perfetta sintonia con il corpo ne percepisce ogni minimo sussulto, ogni minimo bisogno…solo l’ascolto di ogni suddito permette al Re di governare in maniera benevola e autoritaria il suo Regno. Ma serve tempo, serve fermarsi a parlare con ogni singola cellula e chiederle quotidianamente cosa le serve e cosa vorrebbe. Se qualche parte del Regno non funziona l’intero sistema rischia di crollare ed il Re perde il suo potere…
Ma è davvero un potere ? Il Re ha davvero un “potere” ? Oppure è uno strumento a servizio del Regno ed il suo unico vero compito è quello di condurre il Regno da suo padre verso suo figlio. Non è forse vero che nulla, praticamente nulla della nostra vita, è frutto di nostre “scelte” ? Possiamo forse prevedere il futuro ? Sapere cosa ci accadrà domani ? Qualcuno ancora, in maniera egoica, pensa di poter gestire la propria vita, per poi ritrovarsi di lì a qualche anno, detronizzato da incarichi lavorativi e privato di affetti che “credeva” certi.
Il Re è il suo Regno ed il suo Regno è il Re. Il Re è nel suo Regno ed il suo Regno è nel Re. Accade poi una cosa strana: il Regno comunica al Re che “i vicini” stanno entrando, che sta succedendo qualcosa “di strano”. Niente di che…semplicemente accade qualcosa. I sudditi avvisano subito il Re…il Se vuole agire, muove “desideri”…scatena “emozioni”. Ma “non si muove” non fa nulla. A cosa ti serve muovere le braccia se “non fai ciò di cui senti il bisogno, ciò che ti emoziona ?” A cosa le gambe se non vai laddove si soddisfano i tuoi desideri e puoi trovare risposta ai tuoi stimoli ?
E fu così che iniziò a muoversi male…gli accadde esattamente ciò che voleva fare e non aveva fatto: la funzione era diventata forma. Non si era mosso: non si muoveva ora. La “malattia” del Re altro non è che una azione “non portata a termine”. Il suo cervello, il suo sentire, i suoi sudditi…tutto e tutti gli dicevano: “Vai a vedere, vai a sistemare le cose, fai qualcosa,…magari poi non è nulla…”. Eppure lui è rimasto fermo, non si è mosso. E’ straordinario notare come solo gli essere viventi dotati di cervello possano muoversi: come il cervello sia legato molto alla possibilità di “muoversi”.
Arriva un “vecchio”: altro da te…eppure te. Dopo che tutti ci hanno provato, dopo che hai rincorso tutte le terapie possibili e immaginabili. Arriva lui. Ti chiede poche cose: di “stare da soli tu e lui”, “di non far entrare alcuno in questa cosa”, poche cose…ma il prezzo è alto. Se non guarirai c’è la morte…ma se guarirai c’è comunque una morte: una schiavitù. Di lì alla morte definitiva. Schiavo di ciò che non hai fatto, schiavo di chi ti farà guarire…
Il Re…accetta. Accetta di sottoporre la propria salute e la propria vita ad uno sconosciuto che “dice di poterti guarire”. Magari porta anche delle prove. Delle ipotesi. Non potrà mai provare di aver guarito tutti. Nessuno può guarire tutti. Puoi portare un cavallo alla fonte ma dovrà bere da solo: allo stesso modo il terapeuta potrà stimolare processi di guarigione, ma solo la persona potrà “guarire”.
Così, nella nostra vita, quanto siamo disposti a farci umiliare, urinare e defecare in faccia, prima di reagire e fare ciò che sentiamo come bisogno, ciò che il nostro cervello ci spinge a fare come stimolo…quanto ? Perché non dare retta all’unica persona che davvero ci ama per come siamo: noi stessi ? Perché non imparare ad amare le nostre intuizioni, la nostra creatività ed omologarci ad un sistema che ci vuole tutti uguali ?
Purtroppo la storiella del Re è la storiella di ognuno di noi, quando dimenticandoci del nostro Regno (“…Il regno dei Cieli è dentro di Voi…”) blocchiamo il nostro “agire” con il mentale per schemi genealogici, morali, etici…nulla di eversivo, il banale quotidiano. Quando, per mesi o anni, ci dimentichiamo di “vivere”, assecondando i bisogni degli altri. Quando arrivando stimoli fisici, deleghiamo la nostra salute ad altri…e siamo disposti a tutti pur di “guarire”. Senza capire che nessuno…ma proprio nessuno può guarirci. Qualunque cosa noi assumiamo, qualunque trattamento, qualunque…è sempre il Re a guarire, sempre il Regno a guarire…posso mettere i punti ad una ferita, ma è il corpo a cicatrizzare il taglio.
E, per dirla tutta, la guarigione non esiste. Esiste la “riparazione”: rimarrà sempre una cicatrice laddove prima c’era il taglio. La traccia di una esperienza fatta che ha creato un dolore, una lacerazione…a cui abbiamo posto un rimedio. Buona Estate…
Vi aspetto a Settembre
Matteo e il team di Daleth
info@daleth.it
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